Politica. Sindacati perdono più “consenso” nel Mezzogiorno

September 3, 2016

Cgil, Cisl e Uil perdono mediamente 100 mila iscritti all’anno. I numeri non lasciano spazio a dubbi: dal 2015 al 2013, i tesserati hanno registrato una contrazione di circa 300 mila persone, di cui ben 134 mila residenti nelle realtà regionali del Mezzogiorno. è la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), in valore assoluto, a subire il maggiore decremento con un calo di ben 157 mila iscritti seguita dalla Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) con meno 124 mila tesserati e l’Unione Italiana del Lavoro (UIL) con un meno significativo decremento pari a circa 3 mila persone.

Campania, Sicilia e Calabria si collocano in coda alla graduatoria delle regioni “più sfiduciate” dalle organizzazioni sindacali. Al contrario, sul podio delle regioni a maggiore appeal sindacale si posizionano Emilia Romagna, Liguria e Veneto.

Solo 632 mila italiani over 13 anni, pari all’1,2% della popolazione di riferimento, infine, hanno dichiarato di aver svolto attività sociale gratuita per un sindacato negli ultimi 12 mesi. Per le associazioni di volontariato, la partecipazione gratuita all’attività sociale sale al 10,6%.

è quanto emerge dall’Indice di Appeal Sindacale (IAS) ideato dall’Istituto Demoskopika che, analizzando il triennio 2015-2013, ha tracciato una classifica delle regioni in relazione all’attrattività delle principali organizzazioni dei lavoratori sul territorio. Due gli indicatori utilizzati: gli iscritti ai sindacati di CGIL, CISL, UIL e le persone di 14 anni e più che hanno svolto attività gratuita per un sindacato.

 

 

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