Allarme carne. Possibile calo consumi per 6 miliardi di euro

November 6, 2015

In soli dodici mesi, le famiglie italiane potrebbero ridurre di quasi 6 miliardi di euro il consumo di ogni genere di carne lavorata e non, di salumi e di insaccati ad oggi stimata in 28,4 miliardi di euro. Una modifica dei comportamenti d’acquisto alimentari, pari allo 0,4% della ricchezza prodotta nazionale, che produrrebbe preoccupanti ripercussioni sul comparto zootecnico ed agroalimentare italiano: oltre 50 mila posti di lavoro in meno. Il Mezzogiorno, che con quasi 380 mila unità lavorative assorbe quasi la metà degli attuali occupati in agricoltura, risulterebbe il sistema più colpito: circa 26 mila posti di lavoro a rischio e una contrazione dei consumi pari a 1.800 milioni di euro.  Al Nord, quattro le realtà più penalizzate: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte con una perdita complessiva di ben oltre 11 mila posti di lavoro e con una riduzione cumulata delle spese familiari per la carne rossa, salumi e insaccati pari a 2.200 milioni di euro. Oltre 23 milioni di capi di bestiame interessati dalle raccomandazioni dell’Oms “ospitati” da ben 750 mila aziende con allevamenti. é quanto emerge da una nota breve realizzata dall’Istituto Demoskopika che ha analizzato le possibili ripercussioni sul mercato dei consumi e del lavoro nel “sistema carne” dopo le recenti raccomandazioni dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

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