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Sanità. Puglia, Patroni Griffi: offerta va rivista a fondo. Concordi Agenas, Demoskopika e Sant'


Tutte le analisi e le risultanze dei vari studi che si sono interessati della performance e dell'efficienza dei sistemi sanitari italiani (i dati dell'Agenas, quelli dell'istituto Demoskopika, le valutazioni dello Studio Crea sanità, gli indici delle schede di dimissione del 2014, per finire ai risultati degli esperti del Sant'Anna di Pisa, studio commissionato dalla stessa Regione Puglia) mettono in luce le tante criticità della sanità pugliese tanto da relegarla, per la gran parte dei parametri e indicatori, agli ultimi posti della graduatoria nazionale. Ultimi, in ordine di tempo, sono arrivati nei giorni scorsi i fulmini dei giudici contabili che hanno sancito l'assoluta inutilità di talune misure (vedi risorse economiche messe in campo per ridimensionare il problema delle liste di attesa). Riteniamo e non sono solo i tecnici a pensarlo, che sia arrivato il momento, in conseguenza degli adempimenti ineludibili del decreto ministeriale 70 che detta regole precise sul l'organizzazione degli ospedali e sul numero dei posti letti, di mettere in sicurezza il nostro sistema sanitario. A dichiararlo, in un editoriale ospitato dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, Ugo Patroni Griffi presidente del Movimento Rivoluzione Sviluppo Metropolitano oltre a presidente dell’Ente Fiera del Levante. Un posizione che, partendo dall’analisi di alcuni studi sul pianeta pugliese tra i quali l’Indice di perfomance sanitaria ideato dall’Istituto Demoskopika che ha collocato la Puglia al penultimo posto in Italia, lancia un percorso chiaro e preciso al governatore Michele Emiliano alla luce del piano di riordino che sta provocando proteste nei territori colpiti dai tagli (nove ospedali in meno e diversi accorpamenti di reparti). La sostenibilità della sanità pubblica – scrive Ugo Patroni Griffi - è legata anche alla capacità di riallocare risorse secondo criteri di efficaci e appropriatezza intesa come la capacità di erogare servizi, interventi e prestazioni sanitarie al paziente giusto, nel momento giusto , per la giusta durata oltre che nel «setting» giusto”. Sette realtà regionali “sane”, cinque “influenzate” e otto “malate”. è questo il quadro che emerge dalla mappatura sull’efficienza sanitaria nelle regioni italiane ideato dall’Istituto Demoskopika. In testa alla classifica, con il più alto indice di performance, si collocano il Trentino Alto Adige (462,2 punti), seguito dalla Lombardia (450,6 punti) e dal Lazio (449,9 punti). In coda si posizionano la Calabria (210,8 punti) preceduta dalla Puglia (243,7 punti) e dalla Sicilia (248,3 punti). Le migliori perfomance al Nord con ben cinque regioni, due per il Centro. Sul versante opposto, i peggiori piazzamenti si registrano nell’intero Mezzogiorno. é quanto emerge dall’IPS, l’Indice di Performance Sanitaria realizzato dall’Istituto Demoskopika sulla base di sette indicatori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, liste d’attesa, spesa sanitaria, spese catastrofiche e famiglie impoverite a causa di spese sanitarie.

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