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Roma. Bene spending review ma aumentano tasse locali

Meno risorse da destinare alla qualità della vita dei romani, più sforzi per garantire i servizi essenziali per anziani, famiglie, minori e portatori di handicap. Il tutto in un quadro di “storica” contrazione dei trasferimenti dello Stato centrale e di rilevante incremento delle entrate tributarie ed extra tributarie. Nel 2014, infatti, la sforbiciata sul Comune di Roma, al netto del fondo di solidarietà comunale, ammonta a ben 893 milioni di euro con una riduzione pari al 40% rispetto al 2009. In direzione opposta le entrate correnti, hanno fatto registrare, nel medesimo arco temporale, un crescita del 153,6% pari a 1.450 milioni di euro.

Un meccanismo “ultra compensativo” non indolore per le famiglie romane costrette a pagare circa 750 euro in più di tasse e imposte locali rispetto al quinquennio precedente pari al 6,3% del reddito medio familiare. Il tutto malgrado gli sforzi compiuti dall’amministrazione comunale per ridurre principalmente le spese legate ai costi della politica (-25,9%), del personale (-8,5%) e per incrementare, in direzione opposta, le uscite per il welfare comunale del 26 per cento.

Il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio: «Una situazione collassante che alimenta la sindrome dell’abbondono di cittadini e amministratori comunali da parte del Governo centrale».

E' quanto emerge dalla Nota scientifica “Il Borsino di Roma Capitale” realizzata dall’Istituto Demoskopika che ha analizzato l’andamento delle principali risorse comunali nel periodo 2009-2014.


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