6 Sep 2018

Confermiamo tutti i nostri dati sulla rappresentanza sindacale nelle regioni. In relazione, inoltre, alle repliche delle segreterie nazionali di CGIL e CISL, per il rispetto che riteniamo debbano avere le organizzazioni sindacali quali rilevanti soggetti di rappresentanza, evitiamo contro repliche sterili e inutili. Al contrario, da un lato, plaudiamo alle centinaia di sindacalisti che in queste ore in tutti i territori regionali, partendo dallo studio di Demoskopika, hanno innescato un confronto costruttivo sul ruolo futuro del sindacato in Italia e, dall'altro, invitiamo a non usare espressioni delegittimanti la presunta non scientificità del ns Istituto ma ad...

3 Sep 2018

Il sindacato italiano continua a registrare un calo del consenso. In soli due anni, le principali organizzazioni sindacali hanno perso complessivamente circa 450 mila iscritti. Una contrazione, che poteva manifestarsi in forma ancora più allarmante se non fosse per l’Unione Italiana dei Lavoratori (UIL) che ha fatto registrare, al contrario, un incremento, seppur non particolarmente rilevante. I numeri non lasciano spazio a dubbi: dal 2015 al 2017, i tesserati hanno subito una contrazione di 447 mila persone, di cui ben 293 mila residenti nelle realtà regionali del Mezzogiorno. è la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) a registrare il maggiore decre...

1 Sep 2018

«Secondo un’indagine condotta dall’Istituto Demoskopika sulla permanenza dei turisti nelle varie regioni, risulta che il Molise ha una media superiore a quella che si registra sull’intero territorio nazionale. Ciò significa che chi viene per la prima volta in Molise resta letteralmente affascinato dalle bellezze della nostra terra, a tal punto da essere indotto, tendenzialmente, a prolungare il soggiorno». A dichiararlo il presidente della Regione, Donato Toma
«A proposito di turismo – osserva Toma – bisogna fare un’attenta riflessione, perché ci sono diversi indicatori negativi dai quali bisogna partire per mettere in campo azioni più efficaci allo scopo di in...

20 Jun 2018

Esiste un divario territoriale e un dualismo Nord-Sud anche in materia di assistenza alle persone con fragilità. Sono i comuni friulani, infatti, con una spesa pro capite pari a 63,37 euro, a collocarsi sul podio delle amministrazioni comunali maggiormente “sensibili” per la spesa indirizzata alle rette di ricovero in strutture per anziani, minori e portatori di handicap seguiti dai comuni laziali (46,83 euro pro capite) e dai comuni lombardi (39,33 euro pro capite). Sul versante opposto, maglia nera agli enti locali valdostani, che spendono 1,34 euro per ogni cittadino, seguiti da quelli calabresi e campani rispettivamente con un “esborso” pro capite pari a 2,13...

15 Jun 2018

È necessaria accelerare il confronto sul processo di autonomia finanziaria dell’Unione europea per alimentare consapevolezza e partecipazione dei cittadini. Ad oggi, l’Europa è percepita più come costo che come opportunità». A sostenerlo, il presidente dell'Istituto Demoskopika, Raffaele Rio commentando i risultati emersi dallo studio “Europa Bicefala. Analisi dei rapporti finanziari del sistema regionale italiano con le istituzioni comunitarie”.

L a ricerca, seppur non esaustiva in quanto incentrato principalmente nella relazione dicotomica del dare/avere, – continua Raffaele Rio – conferma le criticità generate dalla complessità del sistema di finanziamento dell...

13 Jun 2018

Nell’ultimo triennio, il sistema regionale italiano ha versato nella casse dell’Unione europea ben 44 miliardi di euro incassando soltanto 35 miliardi di euro con un saldo “in rosso” pari a 8,5 miliardi di euro. Nel 2017 l’ammontare complessivo generato dai territori per “restare” in Europa è stato pari a 14.881 milioni di euro con un incremento del 3,9% rispetto all’anno precedente quando il monte contributi aveva raggiunto i 14.328 milioni di euro.

Italia divisa in due nella distribuzione dei rapporti finanziari con le istituzioni comunitarie: tutte le regioni rientranti nell’ex “obiettivo convergenza” (regioni meno sviluppate e regioni in transizione), eccezion...

Poco meno di 100 tra aerei ed elicotteri venduti, nell’ultimo triennio, all’intero mercato di esportazione mondiale di riferimento dell’Italia e non esclusivamente all’area islamica individuata, hanno generato introiti per 8.552 milioni di euro. A seguire, nello speciale borsino dei materiali d’armamento, compaiono le forniture di 16 navi da guerra con un giro d’affari pari a 4.178 milioni di euro oltre a 745 mila unità tra bombe, siluri, razzi, missili ed accessori per 2.054 milioni di euro. Segue la vendita di 418 mila armi automatiche e non, per 501 milioni di euro, poco meno di 3 mila veicoli terrestri per 431 milioni di euro, circa 207 mila agenti tossici, g...

Dal 2005 al 2016, il numero dei bersagli, come vengono chiamate in gergo le utenze controllate, autorizzato dalle procure italiane per indagini relative a reati di terrorismo internazionale e interno è stato complessivamente pari a 10.885. Si intensifica in modo rilevante l’attività di “ascolto” che, nell’ultimo anno, fa registrare il picco nell’arco temporale analizzato: 1.774 bersagli a fronte dei 1.120 bersagli del 2015 e dei 627 bersagli del 2014  con un incremento rispettivamente pari al 58,4% e al 182,9%. 

È quanto emerge dal report “Italian Terrorism Infiltration Index 2018” ideato dall’Istituto Demoskopika che, oltre ad analizzare i dati più recenti d...

Vale ben 16 miliardi di euro il giro d’affari ottenuto dall’esportazione di armi nei paesi islamici nel periodo 2015-2017. Un business pari alla metà dell’intero export italiano nel settore bellico quantificabile in 32 miliardi di euro. In altri termini, ogni 100 euro incassati dagli operatori del made in Italy, circa 50 euro provengono dal mondo islamico. Tra i clienti “più redditizi” figurano Qatar e Arabia Saudita, con una spesa di oltre 5,3 miliardi di euro, impegnati, il primo a guidare una coalizione militare nel conflitto in Yemen e il secondo, ritenuto, da alcune fonti internazionali, possibile finanziatore di gruppi jihadisti e terroristici. È quanto eme...

Sono quattro le regioni che si collocano nell’area  definita ad “alto livello di potenziale infiltrazione terroristica” dai ricercatori di Demoskopika: Lombardia che con il massimo punteggio, pari a 10, si conferma, per il terzo anno consecutivo, in cima all’Italian Terrorism Infiltration Index 2018 distanziata di poco dal Lazio con 9,25 punti. Seguono nell’area “rossa” Piemonte (4,19 punti) che fa un balzo in avanti rispetto allo scorso anno e, infine, Emilia Romagna (4,10 punti) che, al contrario, cedendo il posto al Piemonte retrocede di una posizione.  Quattro gli indicatori ritenuti “sensibili” da Demoskopika per tracciare la mappa delle regioni più a rischi...

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Terrorismo. Oltre 5 milioni rinunciano alla vacanza “fuori casa”

December 24, 2019

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