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Entrate tributarie. Studio Demoskopika ripreso Italia Oggi e Milano Finanza

Nel 2015, il taglio dei trasferimenti sui Comuni italiani supera la soglia dei 2 miliardi di euro con una riduzione pari al 19,5% rispetto al 2012. In direzione opposta, come meccanismo compensativo, le sole entrate tributarie, hanno fatto registrare, nel medesimo arco temporale, una crescita del 3,8% generando un gettito complessivo di 36,3 miliardi di euro. Un quadro evolutivo “al ribasso” che ha costretto sindaci ed amminastratori locali ad una significativa spending review locale. In discesa principalmente le spese per il personale con una contrazione di 1,1 miliardi di euro. Toccati anche i costi della politica che, nonostante tutto, continuano a produrre spese per ben 533 milioni di eu

Default Comuni. Sicilia, Leoluca Orlando commenta i dati Demoskopika: da noi comunità mortificate

Nel 2015, il taglio dei trasferimenti sui Comuni italiani superala soglia dei 2 miliardi di euro con una riduzione pari al 19,5% rispetto al 2012. I Comuni, per far fronte a questo mancato gettito, hanno aumentato le tasse locali portandola pressione fiscale sui cittadini a nuovi livelli record. Ciascun cittadino ha versato mediamente nelle casse degli oltre ottomila comuni italiani circa 611 euro per coprire le scadenze legate alle imposte e ai tributi locali. Nonostante questo aumento di pressione fiscale i Comuni rischiano un ‘default collettivo’ e quelli siciliani sembrano essere i più in difficoltà in assoluto. “Siamo sull’orlo di un default collettivo locale – dice il presidente dell’I

Pressione tributaria. Demoskopika, Rio: Comuni italiani a rischio default collettivo

Entrate tributarie in aumento del 3,8% rispetto al 2012 con in testa IMU, TASI, TARI e addizionale IRPEF. Incassi complessivi per 36 miliardi di euro. In Liguria, Valle d’Aosta, Lazio e Toscana la pressione tributaria comunale più alta d’Italia. In Sardegna, Sicilia, Calabria e Molise la più contenuta. A picco i trasferimenti per ben 2 miliardi di euro. In calo le spese per il personale, stabile il welfare locale. E, intanto, la rappresentanza politica e le spese per liti e sentenze sfavorevoli continuano a generare costi per oltre 800 milioni di euro. Nel 2015, il taglio dei trasferimenti sui Comuni italiani supera la soglia dei 2 miliardi di euro con una riduzione pari al 19,5% rispetto al

Sicurezza e difesa. In Italia giù la spesa per 3,9 miliardi di euro

Una contrazione pari allo 0,2 per cento della ricchezza nazionale. Regno Unito, Norvegia e Svizzera spendono il doppio per la sicurezza e per la difesa del cittadino rispetto al Belpaese. Fanno meglio anche Belgio, Francia e Germania. Italia esclusa dalla top ten dei paesi più “virtuosi”. E, intanto, per il biennio 2016-2017 programmata una ulteriore sforbiciata per 650 milioni di euro. È quanto emerge da una indagine realizzata dall’Istituto Demoskopika. L’Italia al di sotto della media europea per spesa legata alla sicurezza, all’ordine pubblico e alla difesa. Si riduce, infatti, dello 0,9% la spesa dei 28 paesi membri dell’Unione Europea per la difesa, l’ordine pubblico e la sicurezza deg