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Oltre 2 miliardi in fumo per errori della PA. Scarica la rassegna stampa

Dal 2010 ad oggi, Stato e amministrazioni locali hanno sostenuto pagamenti per ben 2,2 miliardi di euro a seguito di sentenze esecutive di cause amministrative o civili che li hanno visti coinvolti e, successivamente perdenti. Un costo rilevante che nel 2014 ha subìto un incremento del 29% rispetto al 2013 e che soltanto nei primi otto mesi del 2015 ha generato un esborso da contenzioso verso il personale dipendente, i fornitori e i cittadini da parte di Stato, Regioni, Province e Comuni pari a ben 146 milioni di euro. Cinque le regioni con le amministrazioni locali più “pasticcione” e, dunque, più onerose nei pagamenti effettuati per cause esecutive, con in testa Sicilia e Basilicata. Calab

Umbria. Vezzini (PD): dati Demoskopika poco rassicuranti. Riduciamo i livelli amministrativi per rid

«La notizia diffusa dall’Agenzia Demoskopika circa i costi dei livelli istituzionali umbri è poco rassicurante. Comuni, Province Regione ecc. per il loro funzionamento nel 2014 sono costati ai cittadini - a dire il vero questo già si sapeva da anni - molto più della media nazionale. Non è il caso, quindi, di accelerare nella riorganizzazione del sistema riducendo il numero dei livelli amministrativi, senza aspettare iniziative dall’alto (vedi la semi-liquidazione delle Province da parte del Governo) poi fonte di grandi e inconcludenti piagnistei»? A rilanciare la proposta, dopo la nota scientifica diffusa, nei giorni scorsi, dall’Istituto Demoskopika sull’andamento dei costi della rappresent

Roma. Bene spending review ma aumentano tasse locali

​ Meno risorse da destinare alla qualità della vita dei romani, più sforzi per garantire i servizi essenziali per anziani, famiglie, minori e portatori di handicap. Il tutto in un quadro di “storica” contrazione dei trasferimenti dello Stato centrale e di rilevante incremento delle entrate tributarie ed extra tributarie. Nel 2014, infatti, la sforbiciata sul Comune di Roma, al netto del fondo di solidarietà comunale, ammonta a ben 893 milioni di euro con una riduzione pari al 40% rispetto al 2009. In direzione opposta le entrate correnti, hanno fatto registrare, nel medesimo arco temporale, un crescita del 153,6% pari a 1.450 milioni di euro. Un meccanismo “ultra compensativo” non indolor